Nella seconda partita in tre giorni, le Eagles Alto Adige sono riuscite a sorprendere, ma nella terza i calo fisico ea evidente.

 

Bolzano, 3 novembre 2025 – Proprio quando tutti pensavano che il calo fisico dovuto al sovraccarico imposto da alcuni fenomeni – la squadra ha dovuto giocare 11 partite in tre settimane per delle decisioni assurde – fosse finalmente arrivato, le ragazze di Stefano Daprà hanno mostrato il loro carattere. Bratislava è un avversario ostico, come la squadra slovacca ha infatti dimostrato fin dall’inizio nel venerabile Stadio Vladimir Dzurilla. Trascorrono meno di tre minuti ed è già 1-0. Le Eagles erano ancora con una gamba negli spogliatoi e con l’altra sul bus. Prima del primo intervallo, la squadra di casa raddoppia e non sembra che la squadra altoatesina abbia una risposta. Le cose cambiano nel secondo tempo. La squadra si sveglia e risponde colpo su colpo. Le occasioni per segnare si susseguono, ma il gol non arriva.

Al 47° minuto arriva invece il 3-0 per il Bratislava e tutto sembra andare verso una netta vittoria per la squadra di casa. Che però non ha fatto i conti con la resilienza delle Eagles Alto Adige. A poco meno di nove minuti dalla fine, Kylie Aquaro sblocca finalmente il risultato. La svolta arriva da un azzardo di coach Stefano Daprà, che toglie il portiere a poco meno di sei minuti dalla fine, giocando la carta della sesta giocatrice di movimento con il Bratislava in inferiorità numerica. Il coraggio viene premiato: Sara Kaneppele appostata davanti al portiere avversario spinge il disco oltre la linea di porta. La squadra di casa è visibilmente in bambola e si fa beccare nuovamente in fallo a soli 28 secondi dalla fine della partita. Il portiere delle Eagles fa nuovamente posto per una sesta giocatrice di movimento e Jacquie Pierri fulmina il portiere del Bratislava a 23 secondi dalla fine. I tempi supplementari finiscono con un nulla di fatto. Si va alla lotteria dei penalty dove Sara Kaneppele è l’unica a segnare con una sassata sotto la traversa. Sul fronte Eagles, Alice Philbert neutralizza tutti i tentativi delle slovacche e sono due punti dal sapore particolarmente dolce.

Nella partita di sabato contro le Sabres St. Pölten, il crollo atteso da tempo, alla fine c’è stato; tre partite in quattro giorni non sono facili da digerire. Le Sabres si sono presentate riposate, l’ultima partita risale al 25 ottobre e hanno subito preso il controllo della partita. Il vantaggio di 2-0, il raddoppio è viziato da un ostruzione al portiere delle Eagles, è un’ipoteca che alla fine ha pesato troppo, nonostante nel secondo tempo, finito a reti inviolate, le Eagles Alto Adige si siano fatte sotto. Ciò manca è la precisione. Le Eagles non sono riuscite a capitalizzare nemmeno un power play di 5 minuti dopo che Hanna Obermayr è stata mandata anzitempo sotto la doccia con 5+20 per una violenta carica contro la balaustra ai danni di Emma Rindone. La situazione non cambia negli ultimi 20 minuti. Anzi, le Sabres segnano ancora a porta vuota per il 3-0 finale.

Tuttavia è appena la terza sconfitta in 14 partite e le Eagles Alto Adige possono conviverci.

 

 

I tabellini delle partite:
HK PSRZ  Bratislava vs Eagles Alto Adige 3:4 SO

https://ewhl.hockey/stats-facts/gamestats?gameId=e940d7ad-8b2c-4415-b68c-646511688f94&divisionId=19408

 

SKN Sabres St. Pölten vs Eagles Alto Adige 3:0

https://ewhl.hockey/stats-facts/gamestats?gameId=4b19cb63-2301-468c-a345-293ccea581a4&divisionId=19408

 

Foto: Per la prima volta le Eagles hanno potuto contare sull’apporto di Elena Perathoner rimasta fuori a lungo per un problema fisico.